Lo schema dell'exitus-reditus e l'apocatastasi in Gregorio di Nissa

Sommario: I. Introduzione - II. Le interpretazioni - III. Gregorio - IV. L’evoluzione - V. La terminologia - VI. La condanna - VII. Il malinteso - VIII. Conclusione.

Il tema dell’apocatastasi in Gregorio di Nissa è affrontato dal punto di vista della teologia dell’immagine e dello schema dell’exitus-reditus, trinitariamente inteso, vero asse portante del suo pensiero. Se non ci si limita ad un’analisi puramente sincronica, ma si tiene presente diacronicamente la totalità dei testi nisseni, si scopre che Gregorio non parla di salvezza universale, ma solo di resurrezione universale. La possibilità della condanna eterna è, infatti, richiesta dalla dimensione essenzialmente cristocentrica della sua escatologia, nella quale il rifiuto di Cristo, immagine perfetta, implica la disumanizzazione e l’esclusione dalla partecipazione (non dalla conoscenza) dell’intimità trinitaria, vero eschaton dell’uomo.

Gregory of Nyssa’s apokatastasis is examined from the viewpoint of his image-theology and of the exitus-reditus scheme, where the Trinity is the origin and the term of man. If the analysis does not stop at a synchronic moment, but extends itself diachronically to the whole of Gregory’s works, it becomes clear that there is no idea of universal salvation, but only of universal resurrection. The possibility of an eternal condemnation is required by the Christological dimension of his eschatology: the refusal of Christ, the perfect Image, implies the dehumanization and the exclusion from the participation (but not from the knowledge) of the Trinitarian inner life.