Ermeneutica conciliare ed ecclesiologia contemporanea

Sommario : I. La Chiesa : popolo di Dio o comunione ? : 1. Dal popolo al populismo. 2. Dalla comunione alla comunità. 3. Sacramentalità della Chiesa e armonizzazione concettuale. 4. Una sacramentalità da rivalutare. II. Ecclesia Christi subsistit in Ecclesia Catholica : esclusivismo o molteplicità ? : 1. Genesi dell’espressione. 2. Interpretazione estensiva. 3. Interpretazione ristretta. 4. Il magistero postconciliare. 5. Sviluppo ed approfondimento. III. Chiesa e Chiese : priorità o simultaneità ? : 1. Il primo dibattito. 2. La Communionis notio. 3. Il secondo dibattito. 4. La “reciprocità asimmetrica”. IV. Primato romano : nuove forme di esercizio o nuova ontologia ? : 1. Il ministero petrino nel Vaticano ii. 2. Rapporto collegioprimato. 3. Primato vere episcopalis e potestas iurisdictionis. 4. Nuove forme di esercizio del primato. 5. La collegialità extraconciliare. V. Conclusioni.

Sulla scia del discorso pronunciato da Benedetto XVI il 22 dicembre 2005 alla Curia Romana, l’autore analizza quattro temi della dottrina ecclesiologica dell’ultimo Concilio, nei quali una equilibrata “ermeneutica della riforma” si rivela indispensabile per comprendere adeguatamente il significato dei testi, evitando facili concessioni al relativismo. In quest’ottica si studia l’applicazione alla Chiesa delle categorie di popolo, comunione e sacramento ; si prende in esame l’espressione subsistit in di LG 8/2 ; si affronta la problematica della priorità tra Chiesa universale e Chiese particolari ; e si analizza la delicata questione del ministero petrino. Le conclusioni non possono che sottolineare l’importanza di una ricezione più autentica del Vaticano II.

Regarding the discourse pronounced by Benedict XVI the 22 December 2005 to the Roman Curia, the author analyzes four points of the ecclesiological doctrine of the last Council, in which a balanced “hermeneutic of the reform” is indispensable to adequately understand the significance of the texts, avoiding easy concessions to relativism. Opening the matter is the application to the Church of the categories of people, communion, and sacrament. It follows the study of the expression subsistit in of LG 8§2. The author confronts then the problem of the priority between the universal Church and the particular Churches. Finally, the delicate question of the petrine ministry is examined. The conclusions cannot but underline the importance of a more authentic reception of Vatican II.