Il pericolo della banalizzazione delle esequie nelle società secolarizzate

L’articolo esplora la portata della doverosità nello svolgimento del rito in riferimento
alla “mondanizzazione” del funerale cristiano nel contesto odierno (invadenza
di rumori e parole profane, atteggiamenti scomposti ed emotivi, prevalenza
del ricordo e del commento sul defunto, ecc.). Dopo aver esaminato i
riferimenti della normativa liturgica generale (Ordo exsequiarum) e particolare
(Rito delle esequie CEI 2011, soprattutto le Precisazioni) con l’umanità e le aperture
della disciplina vigente, si individuano alcune deviazioni presenti nella celebrazione
esequiale: l’indebita ammissione alla Comunione, l’irrispondenza del
contesto e dell’apparato esteriore, la scorrettezza dei comportamenti dei partecipanti,
l’ingerenza ed estensione della “parola umana”. L’equivoco di fondo risiede
nel fraintendimento del senso del rito e nel predominio dell’umano e del
terreno sul divino e sul soprannaturale. I principali rimedi pastorali cono costituiti
perciò dalla tempestività della preparazione e dell’ordinamento del funerale
e dall’avvedutezza nella scelta della modalità del rito. Fermo restando la priorità
del profilo catechetico e mistagogico, la sintesi tra la pietà e il rispetto del dovuto
evidenzia la speciale responsabilità dei pastori e la sensibilità per l’incidenza delle
omissioni o debolezze celebrative.

This article explores the scope of dutifulness involved in carrying out the funeral
rite, making reference to the ever greater “worldliness” of the Christian funeral
in the context of today (the intrusion of profane sounds and words, disheveled
and sentimental attitudes, the prevalence of commemorating and commenting
about the deceased, etc.). After examining relevant references from the liturgical
norms, both general (Ordo exsequiarum) and particular (Rito delle esequie CEI
2011
, especially the Precisazioni), and considering the humanness of current discipline
and the possibilities that it provides for, the author proceeds to identify
some deviations that may be found in funeral celebrations: the undue admission
to Communion, the inappropriateness of the context or external elements, improper behaviors on the part of participants, the intrusion and expansion of the “human word”. The underlying error resides in a misunderstanding of the meaning of the rite, as well as in the predominance of that which is human and earthly over that which is divine and supernatural. Its principal pastoral remedies consist, then, in the prompt preparation and organization of funerals, and
in the prudent choice of the modality of the rite. Without prejudice to the priority
of the catechetical and mystagogical profile, a synthesis between piety and the
respect for what is due serves to highlight the special responsibility of pastors,
in addition to a sensitivity toward the effect of omissions or weak points in the
celebration.

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