Il ruolo e la portata del fattore giuridico nell’insegnamento contemporaneo della scienza liturgica. Riserve e prospettive di revisione

Sommario: I. Premessa e inquadramento epistemologico - II. L’influenza e la collocazione sistematica del fattore giuridico nella manualistica liturgica postconciliare - III. La rilevanza e la pregnanza della componente giuridica nella saggistica liturgica divulgativa o introduttiva - IV. La concezione giusliturgica dominante nel settore canonistico - V. Un contributo alla pienezza del bene liturgico - VI. Il superamento del “paradigma” esistente attraverso un’effettiva complementarietà giuridico-liturgica.

La nota analizza criticamente l’influenza e la collocazione sistematica del fattore giuridico nella divulgazione liturgica contemporanea: al di là della scarsa considerazione epistemologica del profilo esaminato, rileva un’impostazione abbastanza riduttiva e limitante e, soprattutto, l’assenza della percezione dell’intrinseca dimensione di giustizia del culto. Anche la scienza canonistica attuale peraltro non si discosta dalla visione riduzionistica e sminuente del “diritto liturgico” di matrice normativistica. Per recuperare la completezza della realtà liturgica ecclesiale e la fecondità del dialogo interdisciplinare si auspica la piena assimilazione dei documenti conciliari sia da parte dei liturgisti (SC 16) sia da parte dei giuristi (OT 16) ed una maggior attenzione alla concezione ontologicofondamentale di ciò che è giusto nella liturgia proposta dal realismo giuridico.

The note is a critical analysis of the systematic positioning of the juridical element in popular contemporary writing on the liturgy: in addition to the meager epistemological value of the examined material, one observes a rather limited and reductive approach and, above all, no awareness of the intrinsic role of justice in worship. Current canon law scholarship is not exempt from this reductive and disparaging view of liturgical law of a normative character. A recovery of the full ecclesial undertanding of liturgy and a more fruitful interdisciplinary dialogue requires the full assimilation of the conciliar documents both by liturgists (SC 16) and by jurists (OT 16) and a greater consideration of the fundamental ontological conception, proposed by juridical realism, of what is just in the liturgy.

 

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